ChatGPT di OpenAI è lo strumento di intelligenza artificiale più diffuso anche negli studi legali: chat, caricamento di file e GPT personalizzati permettono di accelerare molte attività. Il rischio principale riguarda i dati che gli vengono inviati.
Cosa fanno gli avvocati con ChatGPT
- Bozze di lettere, diffide e atti da rivedere.
- Sintesi di documenti lunghi e di fascicoli.
- Confronto tra versioni di un contratto.
- GPT personalizzati con istruzioni e modelli dello studio, per attività ripetitive.
Il punto critico: i dati nel prompt
Tutto ciò che incolli o carichi viene trasmesso al servizio cloud. Se nel testo ci sono nomi, codici fiscali, IBAN o numeri di procedimento, quei dati escono dallo studio. Chiedere a ChatGPT di anonimizzare il documento non risolve: l’originale è già stato inviato.
Il flusso sicuro
- Pseudonimizza l’atto sul tuo PC con Legale Offline.
- Incolla o carica in ChatGPT, o nel tuo GPT personalizzato, solo il testo pseudonimizzato.
- Chiedi di mantenere invariati gli pseudonimi nella risposta.
- Ripristina i nomi reali con il dizionario salvato in locale.
Gli obblighi da ricordare
- Informare il cliente sull’uso di sistemi di intelligenza artificiale (L. 132/2025, art. 13).
- Riserbo e segreto professionale (art. 28 del Codice deontologico forense).
- GDPR: minimizzazione dei dati e valutazione delle condizioni del piano ChatGPT in uso.
- Verifica dell’output: norme e precedenti citati vanno sempre controllati sulle fonti ufficiali.
Lo stesso flusso vale per Claude, Copilot e Gemini: vedi il confronto tra assistenti AI per avvocati e la guida dedicata a Claude.